Alfonso, il mio Home Server Xubuntu è nei guai. Dopo aver lavorato soltanto tre giorni di fila come vigilante notturno e diurno, ventiquattro ore su ventiquattro, l’instancabile Pentium 3 ha rotto l’hard disk.
Alfonso, è il nome che ho dato attualmente al computer, prima ancora si chiamava “The Punisher”, per via della sua indole punitiva nei confronti dei disturbatori. Era qualcosa di più di un firewall. Era un firewall GNU/Linux con doti di router.
Con l’avvento poi del router adsl wireless, la sua forza di punitore è venuta meno, mentre invece iniziava a svolgere compiti di ausilio e servizio come fileserver locale, ftp server per amici, server di stampa, e per una sera anche fax server. Una sorta di servizio civile per server GNU/Linux in pensione.
L’età (dell’hard disk) ha detto l’ultima parola, alfonso nominato tale in onore delle scoreggie silenziose (quelle sibilanti) quest’oggi non rispondeva più ai comandi, ho provato brevemente con un fsck ma invano.
La sua era oramai è passata. Ora è tempo di cambiare hard disk, e cambiare nome: un rito e/o passatempo da installatori, da svolgersi esclusivamente sul momento senza premeditazione.







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Sentite condoglianze.
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Sentite condoglianze.
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